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"Esco con Mansarda che devo rimorchiare una tipa e aiuta il cane cucciolo"
^__^" aehm.
Cane da struscio, altro che leoni.
(P.s.: Mansarda sarebbe Masara... povera stella, si porterà questo nomignolo a vita)
Mentre aspettavo per strada ho avuto un attimo di panico.
Non si può esattamente dire che sia vissuta in campagna, ma certo di verde attorno ne ho sempre avuto a volontà. Realizzare di dover vivere in città mi ha dato un senso di claustrofobia che non credevo di soffrire.
E non è la città in sè perchè a Messina da questo punto di vista mi ci trovo da dio: stiri il collo e vedi il mare, che magari non è verde, ma di certo ti mette in pace col mondo.
Milano è così soffocante, stretta, alienante. Sob.
Ma visto che ai nomadi lo permettono, non possono farmi una concessione per una roulotte in un parco? Pagando l'affitto ovvio. E ho un lavoro vero, non risulterò molesta ai concittadini. Promesso.
Ok. La smetto.
Trovare un bucolocale in quel di Milano.
Mission impossible.
E' buffo come spesso riesca ad essermi di maggior sollievo un perfetto estraneo che arriva come un inaspettato salvagente che non le persone che mi sono più vicine.
Mi succede sempre così.
Finisco al tabacchino sotto casa, che so che esiste, ma in cui non ho mai messo piede e finisco col rimanerci per 50 minuti buoni O__O E se non fossero arrivate moglie e figlia affamate a interrompere il nostro idilliio saremmo andati avanti a chiaccherare entrambi stupiti di aver trovato un compaesano tanto affine.
Son cose che segnano :P
Me lo scriverò in fronte, sulla schiena e appeso al collo.
Oddio non che ci sia poi molto di che gioirne.
Sui treni ormai quasi non ci faccio più caso: prima o poi un arabo che mi chiede se sono italiana lo trovo di sicuro.
Al parchetto mi sono cadute le braccia.
"Ma sei italiana?"
O__O "aehm... sì"
"Ma sia di padre che di madre? Non è che uno dei due è tipo tunisino?" (ha detto proprio così!)
"mmh... no"
"Sì, insomma tunisino o di quei posti lì"
ca@#o te lo devo disegnare?!?!?!? "no, mi spiace, tutti e due italiani"
"ah... ma come ti chiami?"
"maria"
"ah, ma allora sei italiana davvero"
Volevo ucciderlo. Una morte lenta e dolorosa.
L'altra sera in discoteca ho cominciato a domandarmi se non sono stata adottata.
Il mondo è pieno di professori.
E io, forse perchè in famiglia ne ho già troppi che lo fanno pure per mestiere, li sopporto pochissimo. Ma veramente, veramente poco.
Posso sopportare i "consigli" al parchetto. Sì, davvero. Perchè infondo non mi conoscono e lo sport nazionale dell'area cani è sfoderare perle di saggezza sui simpatici quadrupedi. Ma poi ognuno si fa i fatti suoi.
Ma in clinica finirò col creare un incidente diplomatico di epiche dimensioni.
Posso tollerare i caritatevoli tentativi di salvataggio "perchè i rodesian sono cani tosti se non ti fai sentire adesso non lo gestisci più... nemmeno con i bambini funzionano i sistemi gentili", ma non assolutamente che si permettano di applicare i loro geniali sistemi sul mio cane. QUESTO NO.
Mi incazzo assai.
ASSAI.
CHIARO!?!??!
Lo so.
Sono mesi che lo sto covando.
Lo sento.
Dannazione.
Mi dico che è il tempo, il passaggio di stagione... ma mi conosco, son palle.
Tira aria di cambiamento.
Quei cambiamenti da cui ne esce una persona diversa.
Quei cambiamenti che tanto odio, ma che mi sono assolutamente vitali.
Vorrei dormire e risvegliarmi a giochi fatti, ma così sarebbe troppo facile.
... forse è davvero il tempo pazzo che mi fa fare questi pensieri...
Ero un po' scettica... eppure...
Basta iscriversi a questo GRUPPO DI LETTURA per ricevere a casa, in modo assoltamente gratuito, dei libri di scrittori esordienti (che, tra l'altro, il Club pubblica gratuitamente O_O) avendo la possibilità di scegliere i libri che si desiderano leggere o anche solo il genere preferito.
In cambio chiedono solo una sorta di breve recensione.
Mi è arrivato da qualche giorno il primo libro:
Ne ho letto solo metà, ma non mi sembra affatto male.
Trovo che sia una bella iniziativa tanto per i lettori quanto per gli scrittori esordienti che certo devono faticare non poco per ritagliarsi un piccolo spazio.
Nonostante il parere negativo di due tra i nostri maggiori maggiori sindacati (giusto un filo aziendalizzati... poco eh...),
Nonostante le grane che la mia capa ha deciso di piantarmi per la mia "scarsa collaborazione aziendale",
Nonostante questa assurdità vada avanti da ormai due anni a livello nazionale senza che nessuno (o quasi) faccia nulla per risolverla (o quanto meno regolamentarla),
ieri il giudice del lavoro mi ha dato ragione, annullando i provvedimenti disciplinari che l'azienda aveva preso nei miei confronti e, cosa di gran lunga più importante, facendoci fare un importantissimo passo avanti in questa lotta sindacale (forse dovrei dire monosindacale): è la prima vittoria nazionale che otteniamo in proposito. Ora speriamo che si smuova qualcosa.
A volte le cose vanno per il verso giusto!
(sarebbe imbarazzante riportare qui quante ne ho tirate dietro alla mia cara capa e al suo stuolo di leccapiedi incapaci... oh come godo...)
"Scusi questo treno va in Centrale?"
Con la rassegnazione di chi portando una divisa è in servizio anche quando si sta palesemente facendo i fatti suoi, alzo gli occhi dal libro e rispondo uno svogliato "no" e, ben sapendo che il tentativo sarà vano perchè la perspicacia non è dei viaggiatori, riabbasso lo sguardo... ci provo almeno.
"Ah ecco sì. Va in Garibaldi vero?"
insisto monosillabica: "si"
Poi mossa da malsana compassione e forse sperando di abbreviare questa seccatura: "se deve andare in Centrale basta ch" ma vengo subito interrotta: "no, no ma io non devo andare in Centrale! E' che sa non sono di queste parti... grazie eh".
IO ODIO I VIAGGIATORI.
(quasi tutti)

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